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Dove eravamo rimaste...

  • 5 mag 2016
  • Tempo di lettura: 3 min

Fonte: Pinterest

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Ogni tappa della vita porta con se' sensazioni e pensieri nuovi, che e' bello e importante riconoscere e assaporare. Bene... io sono proprio in una fase di passaggio, nuova e sconosciuta. Mentre mi godo l' immenso amore per mia figlia , per i traguardi che raggiunge, per le conquiste di crescita che illuminano i suoi occhi...sento come se il mio corpo si espandesse, come se un nuovo respiro mi appartenesse. No, non sto ingrassando!!! Il mio corpo si espande di nuovo, metaforicamente, verso l'esterno, verso il fuori...fuori dalla relazione di contatto continuo e stretto con la mia bambina, verso un mondo dove lei è e sarà sempre il centro, ma dove riesco di nuovo a ritrovare delle parti di me che per un periodo avevo accantonato per fare spazio alla nuova esperienza di mamma. Quando ero incinta mi è capitato spesso, ma sono sicura che è capitato a tutte, di sentirmi dire: Vai ora dal parrucchiere che poi non ci vai più....dimenticati i tacchi che poi spingere la carrozzina o camminare con la piccola sarà impossibile ....fatti guardare ora dal tuo compagno che poi non ti vedrà neanche più, avrà occhi solo per vostra figlia. E allora mi veniva da chiedermi: ma davvero diventare mamma mi porterà via una parte della mia essenza di donna? Poi mi guardavo intorno, mi guardavo dentro e mi rispondevo con un bel no! Era un po' come pensare di dover minare parte della mia identità, di dover rinunciare a far incastrare tutti i pezzi di un puzzle...non poteva essere così. Mia figlia ha 15 mesi, la allatto ancora, dorme (metà nottata) nel suo lettino da un paio di settimane, non è mai stata più di 3 ore continuate senza vedermi, ormai il mio fianco sinistro sembra fatto apposta per poterla portare in braccio ovunque ( e in realtà è proprio fatto apposta!!! La natura ci ha pensato). Possiamo dire io e lei di esserci godute a pieno questo periodo,di esserci annusate, conosciute, accarezzate pelle a pelle senza restrizioni o tabù. È stato ed è magnifico. Però. ... Però e' arrivato il momento in cui ho sentito che per lei tutta questa vicinanza non è più totalmente indispensabile : va in bici da sola con il nonno e in quel seggiolino ci fa delle belle risate, sale in macchina con la zia salutandomi con la mano e tanti sorrisi e parte con lei per andare dal cuginetto o dagli amici... E in questi momenti sento anche un' altra cosa. Che separarsi non è così terribile come avevo ipotizzato (confesso...un po' doloroso lo è ) e che la base sicura che spero di aver dato a mia figlia me la sento addosso anche io. Allora dentro si smuove qualcosa e il mio essere Donna cerca di riequilibrarsi con il mio essere Mamma. Alla donna che ero si è aggiunto un gran bel pezzo in più con la maternità, ma quella donna è sempre lì e gusta il piacere di rimettere i tacchi più spesso, di colorare i capelli facendo due chiacchiere con il parrucchiere senza l'ansia dell' orologio, di organizzare un po' di tempo libero sola con il suo compagno. Inizio a riprogettare e riprogrammare la mia vita lavorativa lì dove avevo lasciato due anni fa appena scoperto di essere in attesa di un bimbo perché una donna soddisfatta di sé è una mamma più serena e una compagna più attenta. Non ho fatto le corse in palestra dopo il parto per eliminare i chiletti in più, mi piace il mio corpo plasmato dall' età e dalla gravidanza ma sto attenta a quello che mangio, passeggio appena posso perché voglio continuare a vedermi bene allo specchio, perché mi rispetto e rispetto anche la mia vita di coppia. Mi do di nuovo delle opportunità solo mie, inizio un' altra volta a fare delle cose solo per me, rientro nei panni di donna indipendente e femmina... senza dimenticare mai la ricchezza della mamma.


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